02/09/2008
Lavorare sulla motivazione dell’atleta
La motivazione è strettamente collegata alla direzione e all’intensità di un comportamento, è dunque fondamentale nel momento in cui l’atleta lavora sulla propria costruzione fisica e psicologica. La motivazione costituisce la chiave d’accesso ai risultati, lavora attraverso i bisogni dell’atleta, gli stimoli positivi, l’interesse e il divertimento, la ricerca di affiliazione verso l’allenatore ed i compagni, il bisogno di affermare e di riuscita. Il problema della motivazione, ossia del perché ci piaccia far fatica, è un terreno di riflessione e di ricerca ancora aperto. La fatica non deriva unicamente da un meccanismo fisiologico di natura biochimica, ma anche da fattori che giocano un ruolo notevole nel determinare la sensazione dell’affaticamento e della sua sopportazione. Risulta comunque complesso distinguere tra loro le specifiche motivazioni, all’interno dello sviluppo psicofisico dell’atleta, essendo queste strettamente legate ai bisogni di crescita, sviluppo e consolidamento delle abilità apprese durane la propria crescita attraverso i modelli parentali, culturali e sociali. L’acquisizione di fiducia in sé stessi è la vera chiave della motivazione: se io ho fiducia in me stesso e in quello che potrei are non solo sono molto motivato, ma automaticamente accresco le mie probabilità di avere successo. Fino a quando l’atleta cercherà solo nell’ambiente esterno di soddisfare i suoi bisogni di sicurezza, stima ed approvazione, la vittoria gli sfuggirà, poiché il suo senso di identità personale rimarrà dipendente da fattori esterni di cui avrà costantemente bisogno. Il passaggio decisivo avviene quando l’atleta inizia a scoprire queste qualità dentro di sé; invece di cercare approvazione trova il suo senso di intimo valore.
a cura di Tiziana Angela Recchia, consulente e rebirther
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