17/04/2008
L’obiettivo ben formato dell’atleta. Il primo passo
Il primo punto da fissare con l’atleta è la meta che questi desidera raggiungere. Per poter lavorare è fondamentale fissare un buon obiettivo che contenga determinate caratteristiche, questo cioè deve essere “definito in positivo”, descrivendo ciò che si desidera come qualcosa a cui tendere e non da cui allontanarsi, “verificabile” perchè l’imparare ad essere tranquillo e determinato, nell’esempio fatto, non è verificabile fino a quando non si sarà riusciti a tradurre la tranquillità e la determinazione in comportamenti ed atteggiamenti verificabili, in altre parole risponderà alla domanda: “Come saprò di aver raggiunto il mio obiettivo, come lo sapranno gli altri?”.
Bisogna specificare quali sono le persone coinvolte nel mio obiettivo, quali comportamenti produrranno il mio cambiamento, quali tempi scandiranno il passaggio dal mio stato presente a quello desiderato, quali saranno i luoghi entro i quali produrrò il mio cambiamento, quali sono le motivazioni di cui dispongo per poter realizzare il mio cambiamento.
Solo se ne varrà effettivamente la pena per la persona, sarà possibile raggiungere l’obiettivo. Se l’obiettivo scelto dall’atleta sarà accettato dalle persone per lui significative e gli procurerà dei vantaggi, lo si potrà definire ecologico.
Una volta centrato l’obiettivo, è possibile procedere con l’atleta nella costruzione di quelle caratteristiche della sua personalità indispensabili per lo sviluppo della sua carriera.
Naturalmente per poter lavorare sull’obiettivo concordato occorre instaurare un buon rapporto con l’atleta. La psicologia non possiede altro strumento che quello di operare sul livello organizzativo della mente dell’atleta, agendo attraverso la comunicazione.
E’ fondamentale incontrare l’atleta sul suo terreno, cogliendo gli elementi più significativi dell’esperienza da lui-lei narrata, annotando tutto ciò che è possibile osservare, ascoltare e percepire durante il colloquio. La persona deve sentirsi rispettata in ciò che lei considera importante, le sue credenze, le sue convinzioni sul mondo e sulla vita.
Il primo passo da fare, dunque, è trovare il modo per sintonizzasi con lui-lei, utilizzando il più possibile il suo linguaggio che rappresenta il modo attraverso cui l’atleta si raffigura il mondo e lo connota di significati. Sono in un momento successivo ci si adopererà a fornire una guida ragionata in direzione di nuovi orizzonti, incentivi e risorse utili all’atleta per raggiungere i propri risultati.
a cura di Tiziana Angela Recchia, consulente e rebirther
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