11/06/2008
La sicurezza: il principale nemico dell'uomo
1. Che cos’è la paura?
La paura è un’emozione primaria di difesa, provocata da una situazione di pericolo che può essere reale, anticipata dalla previsione, evocata dal ricordo o prodotta dalla fantasia che coinvolge l’organismo nella sua globalità e che viene attivata da una particolare situazione-stimolo generalmente circoscritta. Il principio fondamentale è quello che la paura fa parte dell’esistenza dell’essere umano: è utile evitare di vergognarsi delle proprie paure, sia nei confronti degli altri che nei confronti di se stessi. A volte ciò che più conta è salvare la nostra immagine di persone coraggiose e senza paura e questo ci porta a nascondere e nasconderci una parte della nostra esistenza. Noi abbiamo paura e dobbiamo essere i primi a saperlo e a confessarlo.
2. C’è differenza tra paura e angoscia?
Freud fece una distinzione tra la paura, che “richiede un determinato oggetto di cui si ha timore”, e l’angoscia “che indica una certa situazione che può essere definita di attesa del pericolo o di preparazione allo stesso, che può anche essere sconosciuto”. Le paure vanno riconosciute, accettate e per prima cosa bisogna imparare a vivere con esse comprendendo che la maggior parte delle paure sono immaginarie.
3. Come nasce la paura?
La paura è una specie di paralisi che colpisce la mente e il corpo. Sono i sistemi di convinzioni delle persone che impediscono di dare il meglio di se stessi passando continuamente nei giudizi su ciò che è possibile o non è possibile. Invece di usare la nostra immaginazione per trovare nuove soluzioni e nuovi comportamenti noi blocchiamo le risorse già esistenti con delle paure inventate e immaginarie. Noi siamo consapevoli di alcune nostre paure, ma alcune sono inconsce e, non essendo consapevoli di esse, sono quelle che ci fanno il male maggiore.
4. Quali sono i sentimenti legati alla paura?
I sentimenti legati alla paura sono la collera, quando si usa il pretesto dell’ira per nascondere la realtà di un timore, la tristezza che è lo stato d’animo che può dissimulare la collera e quindi la paura e l’odio, quando si odia ciò che si teme. L’antipatia verso una persona può avere origine in una segreta paura di ciò che quella persona potrebbe farci e, infine, la gelosia, che è la paura di non essere amati, di poter perdere la persona che si ama o di cui si ha bisogno.
5. Cosa si può fare per sconfiggere la paura?
L’atteggiamento vincente nei confronti delle paure è quello di affrontarle con accettazione tornando alla realtà, questa è la via per liberarsene ristabilendo un equilibrio interiore. Dietro ogni paura c’è l’insicurezza e anche questa condizione psicologica va accettata. Ma come? Nel vivere l’insicurezza come risultato dello sforzo che compiamo per essere sicuri. Esiste un’equazione alla quale raramente pensiamo: “l’insicurezza sta alla mente inconscia come la sicurezza sta alla mente conscia”. La peggiore paura è la “paura della paura”. Nel momento che ci sentiamo pronti ad affrontare le nostre paure siamo nelle condizioni di poterle vincere.
6. La paura può essere utile?
La prima grande risorsa positiva della paura è quella che ci permette di proteggerci. Quando si avverte un pericolo proviamo paura e questo ci porta a cercare di proteggerci garantendoci la nostra sicurezza. Una certa dose di tensione, inoltre, può favorire una migliore prestazione, perché un po’ di adrenalina accelera i nostri processi e migliora le nostre reazioni. 7. Come fa la paura ad essere una risorsa? La paura segna i limiti della nostra personalità e quindi ci indica in quale direzione espandere la nostra conoscenza favorendo a volte la realizzazione delle nostre aspirazioni. Quando ci avviciniamo ad altre idee istintivamente ci fermiamo e qui scatta il campanello d’allarme perché entriamo nel confine con la nostra mappa interiore. In Comunicazione Sistemica Integrata uno dei principi fondamentali è che “la mappa non è il territorio”. La mappa di ogni individuo è formata dalle sue rappresentazioni sensoriali personali e la mappa di un individuo struttura e condiziona la sua esperienza nel mondo. C’è un rimedio alla paura? Il lavoro inconscio che avviene con il Rebirthing communication permette di andar a contattare le proprie paure e quindi di alleggerire i “fantasmi interiori” o “zone d’ombra”. Con un buon accompagnamento da parte del rebirther si può superare e trarre nuova forza dalle nostre paure. Quindi la paura può essere fonte di energia e di rafforzamento per la persona. Per superare molte incertezze è necessario analizzare nella persona la paura del successo che spesso limita tante azioni, comportamenti e realizzazioni di aspirazioni.
a cura di Tiziana Angela Recchia, consulente e rebirther
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