02/03/2009
La genitorialità paterna in gestazione
Il cambiamento della condizione dell’uomo si riflette su tutti i ruoli che egli ricopre all’interno della società. Quando si parla di uomo non si esclude la donna, così come quando si parla di donna non si eslude l’uomo. Infatti, fra uomo e donna vi è un legame inseparabile. Noi tendenzialmente conosciamo l’uomo per i suoi difetti, i suoi problemi, i suoi bisogni, ma non conosciamo le sue potenzialità, le sue ricchezze, le sue possibilità, le prospettive che ha. Questo perché la nostra è una società che funziona ancora sulla sopravvivenza, non sulla vita e quindi sul ritrovare e sviluppare se stessi. Poco si parla di realizzazione, se non di natura professionale, di natura economica e politica. Il discorso personale che riguarda l’interiorità è ancora in secondo piano. Però l’interiorità, o meglio la dimensione interiore, da tempo bussa alla porta e richiede una sua dignità, una sua accettazione. Il grande squilibrio che si è creato tra il nostro modo di porci al mondo esterno e il mondo esterno lo stiamo pagando proprio in termini di squilibrio, di stress; perché là dove non c’è equilibrio si creano le tensioni, si creano i conflitti e nella nostra società c’è una continua estensione del conflitto. Per questo bisogna scoprire le potenzialità dell'uomo. Il padre, l’uomo che ha tutte le capacità di accudimento, di cura ed è importante evidenziare questo dato perché non esiste una distinzione naturale che dà ad uno una cosa e all’altro un’altra cosa. Ha tante risorse, ha tante capacità e noi dobbiamo aiutarlo a scoprirle andando al di là di quella che è la nostra manifestazione sociale, cioè relazionale. Dobbiamo scoprire che noi abbiamo un’energia, un’energia maschile e femminile. Queste due energie sono strettamente legate fra loro, sono inseparabili. Scoprirle ci permette veramente di entrare in profondità del nostro essere. Oggi c’è un’equiparazione, o meglio una tendenza di equiparazione dell’uomo e della donna, per cui c’è un’equiparazione legata all’interscambiabilità dei ruoli. Ciò che è importante rispetto ai figli è per l’appunto “essere genitori”, non importa se padre o madre nella specificità, per cui la centralità è una centralità legata alla genitorialità. Solo mettendo al centro il genitore, poi successivamente lo possiamo qualificare: può essere genitore padre o madre. Quindi si va al di là del ruolo tradizionale del padre e non si tratta di parlare di “maschio”, ma soprattutto, si tratta di scoprire l’uomo in quella che è la dimensione umana, in quello che può essere, in quello che è. Chiaramente poi, in questo senso si favoriscono tutti i ruoli che l’uomo e la donna assumono (marito-moglie, padre-madre, etc…). E’ estremamente importante per la moglie e per il figlio coinvolgere il padre fin dalla gestazione, altrimenti egli perde una grande occasione, diventa un “padre mancato”, gli mancherà un’esperienza fondamentale come questa per realizzare il suo ruolo. Per prendere contatto con le proprie energie occorre “contattare” gli archetipi, i quali sono strumenti ideali per lavorare con la propria interiorità e scoprire se stessi anche in senso artistico-creativo. La vita è creazione continua e noi possiamo essere parte di questo gioco attuando un lavoro di presa di coscienza dei propri vissuti personali.
a cura di Tiziana Angela Recchia, consulente e rebirther
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