Cassiopea post Torna all'home page
 
 

Articoli

Tutti gli articoli dei docenti di Cassiopea

 
07/07/2009

Padre e madre. Un'unità compiuta

L’Autrice invita in questo articolo a due spunti di riflessione. Il primo è che la bellezza della perfezione, l’unità tra paternità e maternità si compie nel figlio. Egli infatti non è “uno” ma viene da “due”, ed è nella sua persona la sintesi più completa della vita di entrambi i genitori. Il secondo evidenzia come “figli si nasce mentre genitori si diventa”. Essere genitori, infatti, è un essere in divenire e perfettibile; si diventa genitori in due proprio perché la “perfettibilità” richiede la ricerca di equilibrio. Da qui nasce l’esigenza di una sempre maggiore consapevolezza della propria genitorialità che sarà non solo stimolo e nutrimento per uno sviluppo equilibrato del bambino, ma lo aiuterà anche ad essere a sua volta un genitore equilibrato tra funzioni materne e paterne.

Dove si compie l’unità tra paternità e maternità?  Dove raggiunge cioè la bellezza della perfezione? Naturalmente nel figlio. Sembra un’ovvietà, in realtà è il capovolgimento del modo di pensare corrente.
Non vengono prima i genitori poi il figlio: anche cronologicamente il figlio preesiste ai genitori in quanto tali. Per qualche giorno, prima che la gravidanza dia segno di sé, il figlio esiste senza che i genitori esercitino coscientemente alcuna funzione genitoriale.
Con un’iperbole possiamo affermare che è il figlio a generare i genitori, cioè se costoro che gli danno la vita fisica egli li rende “genitori”.
Da questo deriva il primo spunto di riflessione: è il figlio stesso l’unità di maternità e paternità, è infatti uno ma viene da due, è quell’unità fatta “carne”.
E ciò sia da un punto di vista “materiale” che “energetico”, genetico e personalistico: in ogni cellula egli porta la peculiare e irripetibile combinazione dei genomi materno e paterno, nella sua persona la sintesi più completa della vita di entrambi i genitori.
Indipendentemente quindi da come si venga a strutturare il nucleo familiare intorno al figlio, indipendentemente dalle dinamiche relazionali che si stabiliranno intorno a lui, dal concepimento in poi egli è già unità di padre e madre.
Tuttavia intorno a questo nucleo si andrà strutturando un ambiente sempre più consapevole della propria genitorialità che potrà fornire nutrimento e stimolo per uno sviluppo equilibrato, o al contrario risultare destabilizzante, talora perfino letale.
Da qui il secondo spunto di riflessione: figli si nasce, genitori si diventa. L’essere figlio è un essere compiuto in sé, l’essere genitore è un essere in divenire, perfettibile, mai compiuto. Infatti si nasce da soli, si diventa genitori in due, proprio perché la “perfettibilità” richiede la ricerca di equilibrio che altro non è se non l’alternarsi di opposti.
Classicamente esistono immagini archetipiche, pur vere, di maternità e paternità: se madre è conforto, padre è coraggio; se maternità è l’acqua dell’accoglienza, paternità è il fuoco dello sviluppo, dove maternità è riflessione, paternità è azione, nella madre è la sicurezza di essere ascoltati nel padre la speranza di realizzare il progetto del futuro, così l’interiorità verso lo slancio all’esterno, la potenza rispetto all’atto. Immagini vere ma non necessariamente strutturate nelle persone fisiche del padre e della madre.
Sempre più spesso infatti la società mostra di rifiutare ruoli prestabiliti e definiti, di voler cambiare il “vecchio” con il “nuovo” nella speranza che l’ultimo sia migliore più vantaggioso: ed ecco madri surrogate, padri biologici, donatori di “seme” (padri quindi di “frutti” di concepimento), manipolazioni che si appropriano del figlio-persona per renderlo un manufatto-cosa, un prodotto del mondo tecnologico e  industriale, uomini e donne in carriera che vedono il loro essere genitori come un evento limitante nel tempo, una parentesi di pochi anni, famiglie “allargate” in cui i genitori visti a turno e risultano intercambiabili con i nuovi partner, nonni assunti a tempo pieno, coadiuvati o meno da baby-sitter in carne ed ossa o virtuali (schermi televisivi, computer, play station).
Sono varie e multiformi le situazioni in cui il binomio Paternità - Maternità prende concretezza: è con questa realtà che bisogna fare i conti; pur nello sforzo di migliorare le situazioni bisogna affrontare la realtà quotidiana affinché il figlio acquisti, nonostante tutto, un’identità di genere serena e sviluppi in sé un terreno capace, quando sarà il suo turno, di essere un genitore equilibrato. Istintivamente ho un parametro che mi aiuta a valutare l’equilibrio tra paternità e maternità qualunque “faccia” esse abbiano: la qualità della comunicazione all’interno del nucleo familiare.
Genitori capaci di comunicare tra di loro e disposti all’ascolto del figlio sono genitori capaci di trovare l’equilibrio tra funzioni materne e paterne.
D’altro canto un figlio capace di comunicare con chiarezza il suo mondo interiore, anche non verbalmente, capace di farsi conoscere dai genitori, mostra che la funzione genitoriale svolta dal binomio padre-madre è stata sufficientemente equilibrata.
Essere genitori è prima di tutto essere persone, quindi tendere verso valori autentici, porsi delle domande, cercare di fornire delle risposte, in una crescita verso il bene, in un percorso continuo verso il bello. Intendo il bello libero da ogni utilitarismo, libero da ogni valutazione costo-beneficio, esattamente quella bellezza che un bambino equilibrato cerca nel gioco. Non sarà che per compiere bene la propria funzione genitoriale sia necessario diventare più bambini?



a cura di Antonella Bevere

 
     
  Padre e madre. Un'unità compiuta  
     
 
 
    Ricerca Articoli  
    Per cercare gli articoli dei docenti di Cassiopea, usa i campi qui sotto.  
       
    Ricerca per parola chiave
     
 
     
    Ricerca per docente
     
 
     
    Ricerca per argomento
     
 
     
    Ricerca per mese/anno
     
 
 
     
   
 
       
 
     
     
precedente  
     
Approfondimenti
 
 
  Bacheca studenti  
       
       
  Convegni ed eventi  
       
       
  Tesi universitarie  
       
       
  Articoli  
       
       
 
15/09/2009
Il volto umano sotto osservazione
 
       
       
 
07/07/2009
Educare prima. Un progetto per San Marino
 
       
       
  Bibliografia  
       
       
  Materiale multimediale  
       
       
  Link  
       
       
   
Contatta la scuola di tecniche naturali
   
  Per iscriverti o avere informazioni clicca qui!
Informazioni sulla scuola di medicina naturale
 
 
 
 
 
 
Home // Cassiopea // Informazioni utili // Corsi specifici // Percorsi evolutivi personali // Approfondimenti // Area Riservata // Sala stampa
Ufficio e segreteria - Cassiopea srl Via Francia, 3 37135 Verona - Tel. 045 8622260 - Tiziana Angela Recchia 347 1513537
Fax 045 70931187 - Partita Iva 03228140236
Richiedi informazioni
// Web credits // Mappa del sito