07/07/2009
Cibo per due in gravidanza
Ho iniziato a organizzare i primi Corsi di P.P.O. (Psico-profilassi ostetrica) nel 1961, erano riservati a un’élite e le gestanti avevano le conoscenze che si trasmettevano tra generazioni all’interno della famiglia: una tra le tante era che si doveva “mangiare per due”. La donna è cambiata così come la società che la circonda con ritmi sempre più pressanti.
La gestante oggi è in over-dose di informazioni, circondata da un mercato ricco di offerte: corsi di tutti i tipi, prodotto per ogni bisogno, riviste e libri pieni di consigli, “aiuti” che la rendono passiva e paziente in un momento che richiede cre-attività. Non mangia più per due, anche se è un mito duro a morire, ma mangia male perché è la generazione delle diete, delle merendine, delle patatine…e corre troppo, presa da mille impegni. La gravidanza anziché una dolce attesa è un momento di preoccupazione e di ansia: l’asilo nido che non si trova e bisogna prenotarlo ancor prima che il bambino nasca, la difficoltà a partecipare ai corsi pre-parto se si rimane al lavoro fino all’ottavo mese di gravidanza, ecc.
E’ un quadro molto pesante dove si può constatare che nessuna parte politica ha inciso in concreto per aiutare nel quotidiano la madre lavoratrice. La maternità nelle sue fasi ha ancora i suoi tempi naturali: nove mesi dura la gravidanza, 8-12 ore il parto, 40 giorni il puerperio e così via, e anche il bambino ha mantenuto tempi, sentimenti e bisogni che sono quelli ancestrali per niente in sintonia con quelli della nostra società. Cibo per due vuole essere un momento di presa di coscienza di tutto ciò e di particolare attenzione al cibo che può fare bene o fare male. La gestante compila il suo schema alimentare aiutata da una “piramide degli alimenti”; conoscendo perché non deve mangiare per due ma due volte meglio, diventa attiva e sarà lei stessa a modificare la sua alimentazione. I risultati raggiunti sono molto soddisfacenti con aumento di peso contenuto, anche per l’aiuto dell’attività motoria in acqua che noi incoraggiamo.
a cura di Raffaella Tommasi, Ostetrica, Consultorio Familiare di Domegliara (Verona), ASL 22, Regione Veneto
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