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07/07/2009

Educare prima. Un progetto per San Marino

La Repubblica di San Marino è una piccola realtà statuale organizzata con un servizio sanitario nazionale dal 1955.
Il settore materno-infantile è sempre stato ovviamente particolarmente curato fino ad ottenere degli ottimi risultati sia dal punto di vista sanitario (mortalità infantile bassissima) sia dal punto di vista sociale e socio-sanitario, con tutta una serie di servizi, di sostegno alla famiglia, di inserimento, di aiuto ai bambini più svantaggiati e di leggi che consentono tutta una serie di agevolazioni alla madre o ai genitori.

Nonostante questo wellfare-state a maglie molto strette ed in alcuni tratti iper protettivo, negli ultimi anni si è andata evidenziando una modificazione sostanziale dei bisogni e quindi la necessità di rivedere e cambiare:
a) La filosofia dei servizi dedicati all’infanzia;
b) La cultura degli operatori e la capacità di leggere ed interagire con una società in profonda trasformazione.
Quando usiamo il termine trasformazione non vogliamo dare giudizi ma ci limitiamo a registrare una serie di fenomeni ognuno dei quali può essere letto con diverse sfaccettature.

Esula dal nostro intervento la capacità e la volontà di una articolata analisi sociologica; ci limitiamo ad elencare alcuni fenomeni in corso.

  1. Denatalità.
    Anche San Marino mantiene una natalità intorno all’11 per mille (circa il doppio dell’Emilia Romagna). Il fenomeno dell’invecchiamento è un dato di fatto con profonde ripercussioni sui rapporti inter-generazionali.
  2. Riduzione del nucleo familiare.
    Oltre all’affermarsi del modello mono-nucleare in realtà sono sempre più numerose le situazioni di famiglie sub-nucleari, con la presenza di un solo genitore.
  3. Modificazioni delle figure genitoriali.
    Le conseguenze delle modificazioni delle figure genitoriali si possono identificare nella crisi del ruolo paterno e nel cambiamento del ruolo materno, vissuto ormai come aggiuntiva alle esigenze di affermazione individuale e professionale della donna, che fra l’altro arriva ad essere madre in età sempre più avanzata.
  4. La crisi della rete naturale di sostegno dell’individuo e della famiglia.
    La crisi della rete naturale di sostegno dell’individuo e della famiglia  (genitori, parenti, vicini, etc.) e la loro sostituzione con una rete di servizi che ovviamente per quanto validi non sono mai in grado di compensare (specie emotivamente) il degrado della rete naturale.
    E di conseguenza:
  5. L’omogeneizzazione degli interventi educativi e formativi.
    Che tendono ad appiattire e a comprimere le diversità e le ricerche individuali.
  6. L’ipertrofismo dei sistemi sanitario e socio-sanitario.
    Che tendono nella loro ossessione di garantire sicurezza e medicalizzare o ipermedicalizzare ampie aree emotive con un progressivo indebolimento della capacità di ricerca individuale, dell’adattamento alla realtà e del gusto di vivere.
  7. Prevalenza di un modello culturale basato sul rifiuto della morte e del dolore.
    Regressione ad un atteggiamento prevalentemente infantile e narcisistico. Consumismo inteso anche come soddisfazione immediata di bisogni spesso artificiosi e indotti.

Questo complesso quadro determina non solo una crisi dei modelli tradizionali di assistenza ma altresì una crisi di identità dell’operatore sanitario e/o socio-sanitario che non capisce più il proprio ruolo e vive negativamente l’inefficacia delle risposte che è stato preparato a dare.
Del resto gli stessi utenti, le donne in particolare, tendono, pur ancora in maniera confusa e contraddittoria, a ricercare risposte alternative (es. Internet).

Quali potrebbero essere gli obiettivi sostanziali da cogliere in un nuovo modello basato sulla promozione del benessere?
Noi crediamo che l’obiettivo di fondo sia di mettere il cittadino e i suoi bisogni al centro della società; di demedicalizzare la società stessa riavviando un processo in cui i fenomeni naturali come la nascita, la crescita, la malattia e la morte siano momenti non da esorcizzare ed occultare ma motivi di crescita emotiva e relazionale.
Sicuramente un programma facile da annunciare, difficilissimo da attuare, ma unico rimedio contro una crisi della nostra cultura che sta diventando tout-court una crisi della civiltà occidentale.
La necessità di concentrarsi sugli eventi cardini della vita, quali la formazione della coppia, la gravidanza e la nascita, è non solo intuitivamente essenziale, ma indispensabile per avviare un ripensamento generale ed offrire chance ai nuovi nati e futuri cittadini.

Nella Repubblica di San Marino, nell’ambito della riorganizzazione di servizi ostetrico-infantili, si è pensato che una filosofia unificante (che interessa sia i servizi socio-sanitari che l’istruzione), in grado di dare risposta a tutto quanto sopra esposto, potesse essere un approccio olistico riguardante il prenatale.
A supporto di tale riorganizzazione si è impostata una ricerca pratica incentrata sul prenatale, in collaborazione con il professore Soldera ed il suo gruppo.
Il lavoro preparatorio è consistito in incontri e work-shop dedicati a tutti i servizi che nella Repubblica di San Marino si occupano di coppia, di gravidanza e di infanzia quali:
Servizio di Ostetricia e Ginecologia;
Servizio di Pediatria;
Servizio Minori;
Servizio per l’infanzia;
Scuola Elementare.

In questa fase preparatoria per sensibilizzare l’ampia fascia di operatori sull’importanza della vita prenatale sono state organizzate due giornate di studio: la prima con il professore Vernye e la seconda con il professore Chamberlain, illustri scienziati che si occupano di ricerca sulla vita prenatale.
Un gruppo ristretto formato da rappresentanti dei servizi sopra citati ha preparato un progetto triennale denominato “Educare prima” che succintamente verrà esposto.
Tale progetto ha ricevuto il sostegno della principale banca di San Marino, la Cassa di Risparmio, che lo finanzierà per tre anni.


Fasi portanti del progetto “educare prima”

Il progetto si propone come strumento di:
a) Ricerca applicata sul territorio;
b) Aggiornamento e formazione degli operatori;
c) Informazione dei giovani, delle coppie e delle famiglie;
d) Accompagnamento dei genitori lungo il percorso nascita.

Nel suo insieme il progetto ha il pregio di aprire interrogativi sulla condizione attuale dell’infanzia e di accrescere con la sua azione il grado di sensibilità umana della popolazione.

Obiettivi generali

  1. Migliorare la vita umana delle nuove generazione nello stato di San Marino;
  2. Prevenire, attraverso la riduzione dei fattori di rischio, tutti i fattori che ostacolano il benessere individuale e sociale;
  3. Promuovere le condizioni che generano salute e che contribuiscono allo sviluppo del potenziale umano;
  4. Accrescere nei genitori la consapevolezza del valore dei figli, sviluppare con loro legami vivi e profondi e relazioni significative e assumere stili di vita ecologicamente compatibili;
  5. Favorire l’inserimento della famiglia nel contesto sociale, permettere la sua crescita ed integrare per diventare una valida risorsa della comunità.

Obiettivi specifici

  1. Accrescere le competenze genitoriali nella coppia;
  2. Avviare una nuova strategia educativa per la maggioranza dei genitori a partire dal periodo della vita prenatale;
  3. Coinvolgere da subito la figura del padre nella relazione con il figlio;
  4. Offrire ai genitori una adeguata preparazione alla relazione e alla stimolazione del figlio per un armonioso sviluppo delle sue competenze e abilità comunicative e cognitive;
  5. Ridurre, in generale, lo stress nell’ambito della famiglia e l’incidenza nella popolazione infantile dei disturbi di linguaggio e di apprendimento;
  6. Individuare le situazioni a rischio e garantire la possibilità di un intervento tempestivo.

Strategie

“Le nuove sfide per la salute implicano che devono essere create nuove e diverse reti per ottenere una collaborazione intersettoriale”
 (OMS., La Dichiarazione di Jakarta sulla Promozione della salute nel 21° secolo)
L’approccio e la metodologia di lavoro seguono una logica interdisciplinare, aperta alla collaborazione di tutte le realtà sociali, culturali e sanitarie che possono fornire il loro significativo contributo all’iniziativa.
A questo proposito è stato istituito un Comitato Tecnico Organizzativo per la ricerca.

Fasi per progetto “educare prima”

I. Fase dell’accoglienza
II. Fase dell’informazione e formazione
III. Fase della preparazione alla nascita
IV. Fase della nascita e neonatale
V. Primo periodo di vita

Definizione del campione

Sperimentale e di controllo. Orientamento generale verso le situazioni particolari.

Uso di programmi strutturali

Garantire la omogeneità degli interventi.
Sono proposti di volta in volta dei contenuti secondo un preciso ordine progressivo, la loro applicazione e verifica pratica.

Raccolta dati e uso di strumenti di verifica

Attraverso il colloquio, l’osservazione, i questionari, gli esami e i test, per permettere l’analisi longitudinale, con le stesse prove somministrate in momenti diversi, oppure parallelamente, rispetto ai dati già presentati relativi alle problematiche in quella popolazione o al processo di sviluppo rispetto al gruppo di controllo.

Elaborazione dei dati e divulgazione dei risultati.


 
     
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