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15/09/2009

Il volto umano sotto osservazione

La fisiognomica è  comunemente intesa come quella scienza (o pseudoscienza) che ricava le caratteristiche di un individuo dalla “lettura” del viso. L’interesse per la fisiognomica nasce da una curiosità, per così dire, filosofica circa il nesso tra corpo e anima, esteriorità e interiorità (Lucia Rodler) .
Strumento base di lavoro è l’osservazione attraverso la percezione visiva. L’occhio non registra tutti i dati visivi (teoria della percezione) ma agisce secondo il principio della economia percettiva (Rudolph Arnheim e Ernst Gombrich).
In pratica l’occhio seleziona alcuni elementi sulla base di uno schema mentale che riconosce gli elementi più semplici e stabili di ciò che sta osservando.
La percezione infatti ha bisogno di organizzarsi subito in una comprensione utile alla sopravvivenza.
Ecco allora che la selezione operata dall’occhio sul corpo di una persona che sta di fronte risponde al bisogno di attribuire un senso coerente a ciò che ci circonda (Lucia Rodler).
Da questa esigenza, associata al fatto che difficilmente si accetta di aver sbagliato, nasce quello che è stato definito un vero e proprio “pregiudizio fisiognomico” (E.Gombrich).

Sostanzialmente la fisiognomica, nella sua storia secolare, ha cercato di risolvere il problema di rendere conoscibile l’ignoto, di rendere visibile l’invisibile al fine di evitare lo spaesamento dinanzi al nuovo attraverso una serie di schemi di riconoscimento ben collaudati (L.Jodler).
Problematiche che la Fisiognomica ha incontrato nel corso della sua storia, minandone la credibilità, come per esempio, l’aspetto tipicizzante che nella antichità era la chiave di interpretazione dei fenomeni osservati. Il lavoro di Lavater sostituisce a questa visione tipicizzante una visione del volto quale unica, individuale e irripetibile, ma comunque legata ad una sua staticità.
Lichtemberg oppone alla visione statica del volto una visione dinamica di quei segni che rendono mutevole il volto umano e ne esprimono lo stato emotivo immediato.
Il Della Porta si pone il problema della finzione e del cambiamento del carattere nel tempo, con l’età. Secondo L. Rodler, tuttavia, questi problemi non incidono sul successo della fisiognomica che risponde ad un bisogno innato di orientamento nel mondo che l’autrice vede soddisfatto nelle quattro funzioni, quella previsionale, quella topografica, quella simbolica e quella analogica.
La fisiognomica di Lombroso, incentrata sul riconoscimento del criminale, sostiene che l’aspetto esteriore dell’uomo permette di riconoscerne la predisposizione a commettere crimini (determinismo genetico).
Sostenendo che il corpo condiziona l’anima, si incide sulla libertà dell’uomo e si discrimina una parte della società, quella cioè degli esseri fisicamente sfortunati, pericoli già segnalati da Lichtemberg (L.Jodler).

Gli usi non sempre appropriati dello strumento della fisiognomica (e a volte decisamente moralmente condannabili), la difficoltà di leggere i tratti somatici delle altre etnie, la pregiudizialità insita nello sguardo fisiognomico e l’affermarsi della psicoanalisi sono elementi che contrastano la credibilità di questa metodica.
Forse allora si tratta solo di ridefinire in modo chiaro quali elementi percepibili sui visi (e il loro significato) possono considerarsi attendibili  e per quali fini sia da considerare etico condurre una “lettura” fisiognomica dell’altro.

Partendo dalla carta dei valori del centro Cassiopea che ha come Mission quella di far maturare la consapevolezza delle persone per far crescere la sintonia e il benessere negli ambienti relazionali, si è elaborata una Fisiognomica sistemica evolutiva, che associata ad altre materie proposte dal centro, è stata finalizzata alla formazione della persona  nel rispetto della Mission stessa.

Gli elementi teorici della Fisiognomica sono stati tratti dalla Morfopsicologia del dottor Corman sviluppata negli anni trenta, in particolare il metodo per ciò che riguarda lo studio del viso, gli elementi da osservare ed il loro significato (valutati anche in funzione della età) e per quanto concerne il modo di porsi nella “lettura”.

Con questa metodologia sono evidenziabili le predisposizioni psicologiche naturali della persona e gli adattamenti delle stesse frutto del suo vissuto. A questa è stata associata la lettura delle emozioni, nel qui e ora, attraverso il riconoscimento della mimica facciale indotta dalle emozioni principali, tecnica sviluppata dagli psicologi Ekman e Wallace V. Friesen negli anni settanta. A completare gli elementi costitutivi della Fse proposta da Cassiopea sono stati introdotti elementi della Pnl, in particolare gli aspetti della comunicazione verbale e paraverbale. Questi aspetti dinamico-espressivi della relazione sono associati allo stato emozionale e psicologico della persona e quindi sinergici alla “lettura” anamnestica della persona.

Così strutturata questa tecnica si è dimostrata essere uno strumento prezioso di anamnesi psicoemozionale integrativa delle altre tecniche. Quindi la Fisiognomica è vista come strumento formativo che attraverso la comprensione dell’altro e la comunicazione adeguata di questa conoscenza all’interessato permette di avviare un percorso di crescita personale che apre le porte ad una evoluzione esistenziale autonoma e consapevole.
Proposta inizialmente ai soli operatori del benessere naturale, si è visto come, integrando l’esperienziale del corso con attività specifiche di altri settori (es. educatori, liberi professionisti, commercianti, ecc.) la Fisiognomica sia uno strumento estremamente utile per migliorare la qualità delle realtà lavorative e relazionali.

Sia chiaro che la Fisiognomica sistemica evolutiva non è la soluzione di tutti i problemi né è uno strumento utilizzabile da chiunque con la stessa perizia. Tutti abbiamo la patente ma estremamente variegata è la qualità dei guidatori. Il corso di Fisiognomica viene proposto ed esposto avendo sempre in evidenza il rispetto ed il bene della persona e proprio in coerenza con questi principi è lasciato alla coscienza di ognuno il modo di usarla.




a cura di Giuliano Ceccato

 
     
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