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21/10/2009

ll Rebirthing Prenatale come tecnica di Gestione dell’ansia in gravidanza

Nella tesi sono stati illustrati i seguenti punti:

  • Una breve riflessione sugli studi di psicologia prenatale
  • La gravidanza da un punto di vista fisiologico ed emozionale
  • La tecnica del rebirthing prenatale
  • L’esperienza empirica seguita dall’interpretazione dei risultati
  • Conclusioni

L’elaborato si colloca nell’ambito della Psicologia prenatale, la cui storiografia risale già ad alcuni secoli fa, quando fu intuita l’esistenza di una stretta relazione tra madre e nascituro e di competenze fetali. La definizione di psicologia prenatale può essere rappresentata mediante il paradigma stimolo-risposta, già consolidato sperimentalmente, in base al quale il feto è in grado di ricevere uno stimolo, intra-extra uterino, elaborarlo anche psicologicamente e dare una risposta. In base a tale paradigma possiamo dire che il feto possiede una vita psicologica propria ed è in grado di instaurare delle relazioni organismo/ambiente (Righetti.P.L, 2003).

Lo sviluppo delle competenze fetali riguarda in particolare modo:

  • Sistema di ricezione: formazione dei principali organi di senso (tatto, gusto, olfatto, udito, vista);
  • Sistema di risposta: sviluppo motorio, principale indice di benessere fisiologico per il feto;
  • Sistema di elaborazione: sviluppo emotivo, fonte di esperienza per il feto (Righetti. P.L, 2003).

La tecnica del rebirthing prenatale si rivolge al periodo specifico della gravidanza, normalmente suddiviso in tre trimestri gravidici:

  1. Primo trimestre: è il periodo dell’occupazione del corpo della madre da parte del feto e della formazione del Sé eccitato della gestante, in quanto l’eccitazione mentale e corporea è data soprattutto dalla scoperta dell’essere in cinta e dalle novità che questo momento comporta;
  2. Secondo trimestre: è il periodo dell’espansione, della simbiosi e dell’unione tra madre e nascituro, nonché della formazione del Sé interessato della gestante, in quanto l’interesse è rivolto soprattutto alle modificazioni del proprio corpo;
  3. Terzo trimestre: è il periodo in cui il feto si prepara ad abbandonare il corpo della madre e ad affrontare la vita dopo la nascita e della formazione del Sé attento della gestante dovuto soprattutto alle preoccupazioni per il parto e per il bambino (sano/non sano) (Fedi S, 2002; Righetti P. L, 2005).

L’ecografia ostetrica è il principale esame non invasivo per valutare il benessere e la morfologia del bambino in utero, essa può essere:

  • Bidimensionale: a tonalità che variano dal bianco, quando la parte rilevata dal raggio della sonda è dura come le ossa, al grigio nero quando la parte rilevata è molle come i tessuti;
  • Tridimensionale: presenta anche la terza dimensione della profondità e permette di valutare in modo più completo i tratti morfologici del feto ( Righetti P. L ; 2003).

Il termine Rebirthing significa “ Rinascita” intesa sia come riscoperta interiore sia come possibilità di rivivere nuovamente la propria nascita. È una tecnica di respirazione che consente di acquisire un maggiore benessere psicofisico e nel periodo specifico della gravidanza di entrare in contatto con il proprio figlio (Recchia T ; 2007).

Predilige il respiro-movimento-integrato introdotto da Orr L all’inizio degli anni 70’, simile a quello del neonato prima che gli venga tagliato il cordone ombelicale, che prevede di inspirare ed espirare senza pause, utilizzando un unico canale di entrata e di uscita dell’aria (naso o bocca).
Caratteristica del metodo è inoltre l’applicazione della respirazione a sette segmenti, ovvero: diaframma, addome, torace, collo, bacino, bocca e perineo, per consentire l’apertura del canale centrale di collegamento tra la parte bassa e alta del corpo e tra l’entrata e l’uscita dell’aria (Orr L. ; 1966).

Il principale obiettivo della tecnica è quello di creare un’intensa sinergia relazionale nella triade figlio-madre-padre. L’ambiente in cui si svolge la respirazione deve essere il più possibile accogliente, tranquillo, pulito, spazioso e isolato, con una temperatura compresa tra i 19 e i 22 gradi e si possono utilizzare luci soffuse e musiche di sottofondo.
La posizione prescelta perché più comoda durante la respirazione prevede che il padre accoglie la madre appoggiando le sue mani sul ventre della compagna (Recchia T ; 2007).

La durata di ogni incontro è di circa 2 ore e le fasi in cui si suddivide ogni seduta sono:

  1. Accoglienza: si chiede alla coppia come stanno vivendo la gravidanza nella quotidianità;
  2. Respirazione: si chiede alla coppia di pensare ad una parola, frase, sentimento da trasmettere al bambino per entrare in contatto con lui;
  3. Rilassamento: si propone alla coppia il training autogeno per ritornare a respirare normalmente;
  4. Condivisione: si domanda alla coppia come hanno vissuto l’esperienza della respirazione (Recchia T ; 2007).

Attraverso la ricerca empirica Ambra ha cercato di dimostrare come l’ansia in gravidanza e le sue ripercussioni negative, soprattutto sullo sviluppo emotivo del feto, possa essere gestita e controllata mediante le sedute di rebirthing prenatale.

Il campione della ricerca è stato suddiviso in due gruppi:

  • Gruppo sperimentale: costituito da tre donne al terzo trimestre di gravidanza nel periodo che abbiamo definito del Sé attento, che si sono sottoposte a tre sedute di rebirthing prenatale;
  • Gruppo di controllo: costituito anch’esso da tre donne al terzo trimestre di gravidanza che non si sono sottoposte alle medesime sedute.

Per quanto riguarda la metodologia e gli strumenti utilizzati, sia al gruppo sperimentale che al gruppo di controllo sono stati somministrati un questionario autovalutativo della personalità, SCL-90-R ( Derogatis L.R ; 1983), e un test sull’ansia, ASQ (Novaga N e Pedon A ; 1978).
I medesimi test sono stati nuovamente somministrati ai due gruppi dopo quattro settimane.

Dai risultati è emerso che:

  • Nei soggetti appartenenti al gruppo sperimentale si è verificato un miglioramento clinico e del livello di ansietà, dopo essersi sottoposti alle sedute di rebirthing prenatale, a differenza dei soggetti appartenenti al gruppo di controllo nei quali oltre a non essersi verificato alcun miglioramento in alcuni soggetti si è verificato addirittura un peggioramento.

Sulla base di quanto sostenuto e dai risultati ottenuti dalla ricerca empirica, si può confermare la validità del rebirthing prenatale come tecnica di sostegno e di accompagnamento, soprattutto per quelle donne che vivono il periodo della gravidanza in modo ansioso.

Ambra Di Blasi è nata a Zevio (Vr) nel 1984. Venerdì 11 luglio consegue la laurea triennale in Scienze psicologiche Della Personalità e Delle Relazioni Interpersonali, nella Facoltà di Psicologia dell’Università Degli Studi Di Padova, discutendo la tesi sperimentale “Il Rebirthing Prenatale come Tecnica di Gestione dell’ansia in gravidanza”. Relatore Pierluigi Rigetti, docente di Psicopatologia dello Sviluppo. Voto 95/110

Consegue l’attestato di partecipazione al corso di formazione di Rebirthing Prenatale sostenuto presso l’ente Cassiopea di Verona, direttrice didattica Tiziana Angela Recchia. Svolge nello stesso centro il tirocinio da luglio a dicembre 2007. Consegue il diploma magistrale presentando all’esame di maturità una relazione sull’ Ostilità Razzista nei confronti dell’altro” , presso l’Istituto Magistrale Statale “ Carlo Montanari” di Verona. Voto 88/100.


 

 
     
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