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17/11/2009

La pratica del Rebirthing. Respirare per rinascere

All’interno di una cornice “olistica” che considera l’uomo un’unità di mente e corpo, laddove l’una esercita un’influenza preponderante sull’altro, tanto da lasciare “segni” visibili di squilibri interiori che diventano, a poco poco, focolai di malattia e disarmonia, la tecnica del Rebirthing rappresenta molto più di una tecnica, bensì un’ esperienza che investe l’individuo globalmente, nel corpo, nella mente e nell’anima.

Nella tesi, si analizzano il contesto storico, le origini, le caratteristiche specifiche e le tipologie del Rebirthing, una tecnica che si avvale del respiro quale essenza di ogni processo vitale, sia fisico sia psichico, specchio delle nostre emozioni più profonde.

Il Rebirthing mira semplicemente ala realizzazione dei seguenti obiettivi:

  1. Armonia e regolazione del respiro (circolare): ciò significa lasciare che il respiro ritrovi il suo ritmo naturale, attraverso un ciclo ininterrotto di inspirazione/espirazione;
  2. Regolazione e armonia della mente: ciò significa coordinazione, attraverso il respiro, della sfera psicologica, stabilendo una corrispondenza tra l’aspetto più puro e sottile del pensiero - la mente spirituale - e le forze consce e  subconsce;
  3. Regolazione e armonia del corpo: ciò significa che, attraverso la regolazione del respiro e della mente, riusciamo a stabilire anche un coordinamento più ampio con il corpo
  4. Focalizzazione sul “presente”: ciò significa che è reale solo ciò che accade “qui e ora”, concentrandosi su questo aspetto nel modo più completo possibile, liberandoci dalle oppressioni del passato ed innescando un processo di armonizzazione interiore.

Il Rebirthing Communication consiste in un insieme coordinato di esercizi respiratori che consentono di riscoprire, in modo graduale, il ritmo naturale della propria respirazione.

Si tratta di una respirazione “circolare”, ovvero, ininterrotta, per cui all’inspirazione segue immediatamente l’espirazione e viceversa, generando un ritmo sempre più armonioso, intenso e continuo.  Questa, tuttavia, è solo la fase iniziale di un processo più ampio; infatti, l’obiettivo primario è quello di ricreare una respirazione “consapevole” ovvero in grado di farci percepire la nostra mente, le nostre emozioni, l’”energia vitale” vibrante in ogni parte del corpo, stimolando il riaffiorare di “blocchi” emotivi repressi, al fine di dissolverli completamente, onde poter assaporare una nuova sensazione di serenità.

Il Rebirthing può essere definito una “terapia olistica”, per il modo in cui considera la sofferenza, ovvero come derivante da una disarmonia psicofisica, sulla base di una valutazione di fattori individuali di disturbo, altrimenti detta individualizzazione del sintomo e della malattia”.

Il metodo di respirazione seguito nel Rebirthing si sviluppa secondo le fasi seguenti:

  1. Respirazione circolare e ininterrotta. Essa presenta tre caratteristiche:
    -è regolare e connessa: inspirazione ed espirazione sono costantemente collegate, senza momenti di pausa o di apnea;
    -l’inspirazione è profonda e rilassante, priva di sforzi e di tensione;
    -la respirazione è tranquilla e libera, caratterizzata da un abbassamento naturale della cassa toracica e dalla distensione progressiva delle muscolature e degli organi.
  2. Liberazione del respiro da ogni limitazione psichica e corporea (“blocchi” emotivi, tensioni, ritenzioni energetiche).
  3. Raggiungimento di una fase di acume respiratorio, che consente all’individuo di attuare una vera e propria “integrazione” dei diversi livelli dell’essere: emotivo, istintivo e mentale.

Il ciclo inspirazione/espirazione avviene, o attraverso la bocca o attraverso il naso. L’intervallo di tempo tra il momento in cui si inizia a respirare e quello in cui avviene l’integrazione, corrisponde ad un “ciclo respiratorio” completo. Il tempo e il ritmo sono elementi essenziali della respirazione circolare.
Ristabilendo un ritmo tranquillo e regolare, il Rebirthing instaura un vero e proprio programma di recupero energetico dell’intero organismo. 

La presenza del rebirther infonde sicurezza e padronanza della situazione; egli spiega tutti i vari passaggi con chiarezza, in modo che ogni effetto o reazione vengano accettati senza costituire motivo di trauma per il “paziente”, nel quale il terapeuta deve saper ricreare una tranquillità assoluta.  Tiziana Angela Recchia ha rilasciato un’intervista per raccontare il suo approccio con la tecnica. “L’aspetto più bello e più stimolante del progetto che sto portando avanti è l’opportunità di conoscere, contattare e relazionarmi con persone che si rivolgono a me senza maschere, aperte al dialogo e pronte ad instaurare un rapporto confidenziale e costruttivo, attuando, ad ogni incontro, uno scambio reciproco, un dare e ricevere che viene direttamente dall’anima [...]”.

Il Rebirthing si suddivide in tre categorie:

1. Rebirthing Communication;
2. Rebirthing Communication Prenatale;
3. Rebirthing in Acqua

Con la respirazione praticata nel Rebirthing, si può raggiungere uno stato di totale rilassamento fino al punto in cui il corpo non è che percepito come una pesante “armatura” sperimentando, contemporaneamente, un senso di profonda leggerezza interiore: si percepisce la propria essenza spirituale.

Maria Cristina Caccia, nasce a Zevio il 24 marzo 1974. Si è laureata in Scienze Politiche, nella Facoltà di Padova, il 18 giugno 2005 con 103/110. Ha partecipato al Corso di Rebirthing Communication presso il centro “Cassiopea”. Pubblicista, ha collaborato per riviste locali, distribuite in abbonamento, scrivendo articoli relativi a tematiche di salute e benessere. Si occupa di comunicazione ed è appassionata di medicina naturale e di psicologia.

 

 
     
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