16/07/2009
La lettura emozionale del piede
Ho frequentato, come studente, il corso biennale di Riflessologia plantare ad indirizzo emozionale presso il centro Cassiopea di Verona.
Ho atteso l’inizio con tanta curiosità, non sapevo bene cosa aspettarmi se non che avrei imparato una tecnica di terapia integrativa applicata ai piedi, ma non conoscevo né principi, né modalità. Stavo entrando in un mondo, quello della naturopatia, che fino a quel momento conoscevo solo da fuori, da cliente, ma desideravo toccarlo con mano, partecipare attivamente al mio benessere e perché no, capirmi forse un po' di più. E` stato questo che mi ha guidato ad iscrivermi e quando ho avuto questa intuizione, mi e` sembrata talmente ovvia che mi sono domandata come mai non ci avessi pensato prima. Solo successivamente, durante il corso, è nato il desiderio di sperimentarmi nella relazione di aiuto agli altri. Da quel momento, è partito un processo destinato ad evolversi e che sta continuando tuttora.
La prima parte del corso era orientata alla conoscenza e memorizzazione delle mappe degli organi. Prendere confidenza con queste mappe che sono “disegnate” con tanta naturalezza nei nostri piedi e` stato insolito e molto coinvolgente. Imparare a praticare il massaggio lo è stato ancora di più, perché la possibilità di fare stare meglio qualcun’altro è molto gratificante. Il benessere, poi, viaggia in entrambi i sensi. Sia chi lo riceve, sia chi lo fa beneficia, del massaggio. Il corso si è svolto con delle sessioni teoriche di presentazione dei contenuti seguite regolarmente da sessioni pratiche ed esperienziali, in cui a coppie, ognuno dei presenti sperimentava sull’altro quanto appreso in teoria, verificando la correttezza con il docente.
Il numero dei partecipanti al corso, volutamente contenuto dalla Direzione, ha reso possibile una completa assistenza durante le fasi esperienziali, sia dal punto di vista didattico che emozionale. E` questo un punto di eccellenza che ha contraddistinto Cassiopea nell’organizzazione del corso, la disponibilità costante e diretta dei docenti, che durante le lezioni, integrano la competenza e l’esperienza con l’accompagnamento alla persona e agli aspetti emozionali che possono emergere dalla fase esperienziale.
Nello step successivo è stata affrontata la lettura emozionale del piede, per me la parte più affascinante del corso. Le esercitazioni si sono svolte in parte a casa e in parte in aula, sulla base delle foto dei piedi scattate sui presenti, la cui analisi è stata poi condivisa in gruppi e verificata con gli insegnanti. Scoprire che nei piedi è scritta la nostra storia, le nostre emozioni, la nostra visione del mondo ha superato le mie aspettative e ancora oggi rimango incredula ogni volta che mi sperimento in questa disciplina. Ho iniziato a percepire il mio corpo con una prospettiva diversa, cioè come un’entità più presente e che può comunicare, se glielo si permette, con una forza che è almeno pari a quella della mente, che si sa e` molto potente. La lettura emozionale del piede offre uno strumento di consapevolezza di se stessi e del proprio vissuto personale e un aiuto concreto per migliorare l’ascolto attivo verso la persona. L’obiettivo è quello di comprenderla dal punto di vista emozionale e prendere contatto con il suo mondo interiore in modo attento ma discreto, potendo elaborare un percorso terapeutico che sia più appropriato possibile.
Uno dei messaggi forti del corso è stato il concetto fondamentale del rispetto della persona, della sua intenzionalità e delle sue azioni. Ognuno di noi ha un proprio bagaglio di esperienze, sulla base del quale elabora le strategie che meglio favoriscono il proprio adattamento alla vita. La consapevolezza che dietro ad ogni scelta e comportamento c’è una storia, che può essere fatta anche di sofferenza, ci insegna ad avvicinarci alle persone senza giudicarle, a cogliere con delicatezza i particolari senza risultare invadenti, potendo instaurare un clima di sintonia e fiducia reciproca. Questo concetto è stato rinforzato anche dal lavoro di Anamnesi, affrontato parallelamente alle attività più tecniche e orientato alla conoscenza della persona, del contesto in cui vive e delle sue problematiche evidenti e latenti. Frequentare il corso di Riflessologia Plantare ha significato quindi molto più che imparare una tecnica di terapia integrativa, ma sperimentare un modo nuovo di relazionarsi con la persona, come base di partenza in una relazione di aiuto e come regola generale nella vita di tutti i giorni. |
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