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Smettila di essere gentile se non sei autentico
Paoline Editoriale Libri, 2007, Milano Collana: Psicologia e personalità ISBN: 9788831531894
Questo libro è una buona occasione per guardare dentro di noi e diventare più consapevoli del nostro modo di pensare e di agire. Illustrando le sue parole con esempi convincenti, l'autore spiega come la tendenza a ignorare o a sottovalutare i nostri bisogni ci spinga a farci violenza e a riportare questa violenza sugli altri. Per evitare di finire nel vortice dell'incomprensione, dobbiamo riconoscere i nostri bisogni e prendercene cura noi stessi invece di lamentarci del fatto che nessuno se ne occupa. Il libro è un invito a smorzare la meccanica della violenza, là dove nasce: nella coscienza e nel cuore di ognuno di noi. Libro premiato al festival degli Autori di Nimes (Francia) e best-sellers con più di 200 mila copie vendute nell'originale francese. Thomas D’Ansembourg (Canada 1957) è stato avvocato, consulente giuridico e animatore di un’associazione che aiuta giovani in difficoltà. Da diversi anni, ormai, si occupa della gestione dei conflitti giovanili. Ha studiato diversi approcci psicoterapeutici, in particolare il metodo del Dott. Marshall Rosenberg, anima corsi di formazione, tiene conferenze e lavora come consulente privato per incontri individuali.
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Esprimere la propria verità nel rispetto degli altri e nel rispetto di ciò che si è: ecco il progetto a cui ci invita Thomas d'Ansembourg, per imparare a riprogrammare il nostro modo di esprimerci e il nostro modo di rivelarci. Un'impresa esigente poiché bisogna snidare molti condizionamenti inconsci. Questo libro si rivolge in particolare alle persone che sono in cammino verso un altro luogo, un luogo di incontro autentico tra gli individui e che esiste solo se lo si vuole veramente.
Diventando più consapevoli del nostro modo di pensare e di agire si evita di finire nel vortice dell'incomprensione, riconoscendo i propri bisogni e prendersene cura invece di lamentarsi del fatto che nessuno se ne occupa.
L’autore afferma che solitamente siamo più abili a reagire di fronte agli altri piuttosto che a esprimere semplicemente la verità di ciò che accade dentro di noi. Abbiamo più che altro imparato a essere compiacenti, a portare un maschera, a interpretare un ruolo. Abbiamo preso l'abitudine di dissimulare ciò che accade dentro di noi per acquistare l'approvazione, l'integrazione o un'apparente tranquillità invece di esprimerci così come siamo.
Abbiamo imparato ad allontanarci da noi stessi per stare con gli altri. La violenza della vita quotidiana si innesca proprio con questo allontanamento: la mancanza di attenzione a se stessi porta, prima o poi, a una mancanza di attenzione per gli altri; la mancanza di rispetto per se stessi porta, prima o poi, a una mancanza di rispetto per gli altri.
Bisogna cercare di vivere il più possibile la consapevolezza di ciò che viviamo in ognuno di questi stadi, senza giudizio né interpretazione: 1.Osservazione 2.Sentimento 3.Bisogno 4.Richiesta
L'autore in sostanza invita a rendersi conto che non è utile porsi obiettivi di cambiamento così enormi da restare lettera morta. Ascoltandosi poco per volta si può capire dove ci stiamo dirigendo, dove stiamo andando, liberi dall'idea di risolvere presto un problema, per portare la nostra attenzione e la nostra coscienza alla vita che emerge dentro di noi. E bisogna esprimere gratitudine per tutti i bisogni colmati, non nel senso di essere gentili ma di essere autentici!
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