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Emanuele Tinto
Emanuele Tinto è docente presso il centro Cassiopea per le tematiche di Psicologia ed Educazione Prenatale. E’ fondatore dell’Associazione MegliOInsieme senza scopo di lucro, fondata nel marzo del 2007 e di cui è vicepresidente. Lorena Peotta ne è presidente e ora il numero dei soci ammonta a più di un centinaio. Entrambi sono soci dell’Anep, Associazione Nazionale di Educazione Prenatale, e dell’Anpep, Associazione Nazionale di Psicologia ed Educazione Prenatale.
L’obiettivo principale è quello di diffondere la Psicologia e l’Educazione Prenatale nella società soprattutto tra le famiglie attraverso servizi rivolti ad esse. Queste scienze considerano l’uomo al centro del loro interesse. L’essere umano è competente e attivo protagonista già durante i nove mesi di gravidanza e, come tale, riesce a mettersi in relazione con i genitori in modo sempre più evidente. Dall’altra parte una maggiore conoscenza e attenzione permette ai genitori di essere sempre più consapevoli di questo “dialogo” prenatale e di dedicarvi più tempo possibile.
La Psicologia e l’Educazione Prenatale sostengono che molteplici sono i vantaggi che bambino e genitori possono trarre, se la relazione fra loro avviene serena e intensa durante la gravidanza. L’ansia dei genitori è minore, acquistano più autostima e sicurezza una volta che il bambino è nato e il benessere fisico, psichico ed emotivo della coppia è elevato. Al fine di diffondere questa cultura e di permettere alla famiglia di vivere e godere pienamente dei vantaggi di una gravidanza serena, l’Associazione svolge alcune attività tra le quali la pluriennale collaborazione con l’Ospedale di Arzignano per conto dell’Assessorato agli Affari sociali dello stesso Comune.
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Educare alla prenatalità significa diventare madri e padri consapevoli, attenti all’ascolto e alla comunicazione con i propri figli.
Emanuele Tinto, da alcuni anni segue come psicologo dell'Associazione MeglIOinsieme insieme a Lorena Peotta, educatrice, il “Progetto mamma” progetto ideato dalle ostetriche all'Ospedale di Arzignano (Vi). Come si struttura il progetto e qual è la tipologia d'intervento?
Lo Sportello “Progetto mamma” è aperto ogni lunedì pomeriggio nel reparto di Ostetricia. E’ uno spazio di consulenza gratuita in cui l’ostetrica e lo psicologo o l’educatrice sono a disposizione con informazioni e consigli per sciogliere dubbi e perplessità dei neogenitori alle prese con la stupenda e nuova esperienza della genitorialità. Il compito dei professionisti è di offrire un supporto informativo e la supervisione alle diverse situazioni familiari, anche presso le loro abitazioni in caso di necessità infrasettimanali. Si tratta di affiancare all’attività dell’ambulatorio, un intervento di prevenzione alla depressione puerperale e a disordini psicologici ed emozionali di entrambi i genitori, che possono insorgere nel primo periodo dopo la nascita.
Chi sono le persone che richiedono questo tipo di intervento?
Sono coppie che hanno avuto il loro bambino da poche settimane. Si vogliono, infatti, seguire anche dopo il parto le madri e i padri per verificare che ci siano tutti gli strumenti per affrontare il grande compito del genitore. Il servizio vuole dare supporto a tutte le persone che si trovano ad affrontare il compito di genitore, sia per la figura materna sia per quella paterna.
Le grandi tematiche affrontate durante gli incontri sono il ruolo del padre e della madre durante la gravidanza, la prevenzione della depressione post parto e la comunicazione tra bambino e genitori sin dalla gravidanza. Lo sportello quali opportunità offre e come si possono prevenire situazioni di disagio nei genitori?
La grande opportunità è che i genitori hanno a disposizione dei professionisti con cui consultarsi. Le domande più tecniche e pratiche sono risolte dalle ostetriche, come per esempio allattare, come muoversi, come toccare e curare al meglio il neonato. Per quanto riguarda le problematiche psico-pedagogiche ci sono lo psicologo e l’educatrice, i quali risolvono i quesiti più legati alla sfera emotiva e comportamentale, possono aiutare il genitore a capire sin dall’attesa il talento e il temperamento del proprio bambino riuscendo a scoprire preventivamente il carattere del figlio sin dai primi momenti della vita uterina.
Oltre all'ospedale ci sono altri luoghi dove siete attivi nell'attività di educazione prenatale?
A livello privato, raggiungiamo in questo momento tutto l’ovest vicentino ma siamo in continuo movimento e stiamo cercando di ampliare la nostra rete di collaborazioni anche al di fuori della provincia. Principalmente lavoriamo nello Studio Rosaeazzurro sito a Montecchio Maggiore in via IV Novembre, 20, un ambiente che vuole essere accogliente e intimo per dare spazio sia alle mamme con i loro bambini ma anche a piccoli gruppi con cui lavorare su determinati argomenti. Sono inoltre proposti incontri informativi gratuiti presso erboristerie ed una farmacia del luogo.
Qual è il messaggio principale che trasmette a tutti i genitori che incontra ogni giorno nella sua attività?
Grazie per il dono che avete deciso di fare all’umanità. Con questo ringraziamento comincio ogni mio nuovo incontro perché sono consapevole che tutti coloro che vogliono e accolgono un figlio nella loro vita stanno facendo un atto di altruismo non solo a se stessi ma anche a tutta la società che così prosegue, va avanti e, perché no, migliora.
Qual è la cosa che ha imparato durante la sua lunga carriera dai genitori ma anche dai piccoli in grembo? Ha qualche aneddoto da raccontarci?
Gli aneddoti sono tantissimi, ma in particolare mi dona sempre un’emozione grande quando la mamma dopo il percorso prenatale ci viene a trovare in studio e il piccolo di pochi giorni di vita riconosce immediatamente la nostra voce, sembra riconoscerci all’istante. Ricordo in particolare due aneddoti con delle mamme a cui avevo parlato del temperamento del figlio ancora in grembo. Ero in un negozio di scarpe quando una signora mi si avvicina e mi dice “Io con lei ho un conto in sospeso. Mi aveva detto che mio figlio non sarebbe mai stato fermo, e così è”. E ancora con un’altra mamma che mi portò la figlia e, dopo averle detto che io ero stato il suo psicologo, lei mi ha subito teso le mani per venire in braccio. Ricordo ancora quando dissi a quella mamma che la figlia dopo la nascita avrebbe accolto tutte le persone nella sua vita, avrebbe letteralmente “allargato il proprio portico”.
A cura di Elena Guerra |