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"Quello che ti frega è la testa, è molto faticoso lottare contro la mente, però mi sono impegnata e ce l'ho fatta". Parola di Federica Pellegrini, oro mondiale a Roma nei 400 stile libero, che in questi giorni sta dando grande prova di sé come atleta e come regina dello sport Made in Italy. A 21 anni la campionessa di Venezia trapiantata a Verona è seguita da Alberto Castagnetti, Commissario tecnico della nazionale e head-coach del Centro federale della città scaligera. Alla domanda di Repubblica.it su come è nata questa impresa, Federica risponde “Solo io e Castagnetti sappiamo cosa abbiamo fatto quest'anno. Si sa che a volte è la fatica mentale che frega: ti puoi allenare tutto l'anno, ma se poi non sei al 100% di testa non vinci. Io quest'anno ho avuto dei picchi, poi però il mio carattere mi ha portato a vincere, anche se fino agli ultimi cinque metri non ci credevo”.
La forza mentale oltre alla forza fisica è la carta vincente per raggiungere risultati mondiali. Cassiopea Informa ha incontrato Roberto Dogana, medico dello sport ed esperto in rebirthing applicato agli sportivi, oltre che docente del Centro Cassiopea, e ha raccolto la sua testimonianza sulle tecniche di concentrazione e il rebirthing che può essere d'aiuto per gli sportivi.
Cosa contribuisce al successo di un atleta o di una squadra ed al conseguimento di un risultato programmato?
Sicuramente le abilità atletiche dei singoli, frutto per lo più di un patrimonio genetico fortunato, le qualità tecniche acquisite nel corso della maturazione sportiva in virtù di un costante impegno, le strategie tattiche messe a punto nelle diverse situazioni di gara dalle capacità interpretative dei singoli atleti o dei loro tecnici, le risorse societarie senza le quali è impossibile far crescere e progredire qualsiasi fenomeno sportivo, i mass media le cui pressioni a volte possono portare a modifiche di equilibri solo in apparenza stabili. Oltre a tutto ciò e forse altro, ogni atleta sa quanto il suo primo nemico da battere sia il fantasma della paura, della insicurezza, della bassa stima di sé, prima ancora dell’avversario. Per di più, nel contesto di una squadra, la capacità di gestire il gruppo, di conservare determinati equilibri gerarchici, di mantenere un clima armonico e sereno nel corso di una intera stagione diviene fondamentale per il raggiungimento della meta prefissata. Sia questa uno scudetto o la salvezza o la crescita sportiva di un patrimonio societario o la mera soddisfazione degli sponsor.
Il quesito più impellente posto dai tecnici e dagli atleti stessi ai propri consulenti fisiologo, medico, dietologo, bioingegnerie del mondo dello sport è: come posso far compiere prestazioni sempre più eccellenti?
Si può a buon diritto affermare che ciò si ottiene sviluppando un programma di allenamento in cui a fianco di quello fisico, tecnico-tattico se ne affianchi uno per l’ approccio mentale alla competizione. Questo alla luce anche del sempre più precoce approccio all’agonismo professionale di giovani talenti dove dietro un fisico in apparenza maturo si nasconde un adolescente con l’immaturità e la fragilità psichica di quella età.
Quali strumenti si hanno a disposizione?
Per poter lavorare sull’obiettivo concordato occorre instaurare un buon rapporto con gli atleti. In questo scopo l'unico strumento disponibile è di operare agendo attraverso la comunicazione. E’ fondamentale incontrare l’atleta sul suo stesso terreno, osservare, ascoltare e percepire le loro istanze. Gli atleti devono in primis sentirsi rispettati, è molto meno utile coccolarli. Il primo passo da fare quindi è di trovare il modo di sintonizzarsi con loro usando il loro stesso linguaggio.
Quali sono le abilità mentali da allenare?
Tra queste figurano l’abilità d'immaginazione, l’abilità di gestire le proprie energie mentali, l’abilità di gestione dello stress. Nel momento in cui si riesce a gestire lo stress in modo efficace, l’atleta è più in grado di mettere a fuoco i propri obiettivi, di concentrarsi e soprattutto di utilizzare in modo selettivo le potenzialità ideative motorie della sua mente.
Quali tecniche di preparazione mentale si possono usare?
Quelle che perfezionano l’apprendimento di alcune abilità come l'abilità di focalizzare l’attenzione e di concentrarsi, la motivazione e l’autostima, la formulazione corretta di obiettivi individuali e di squadra, apprendere a rilassarsi, la gestione dell’ansia durante il pre gara, la gestione delle situazioni stressanti come con la stampa o i tifosi, la gestione della comunicazione tra atleti, allenatori dirigenti e parenti. In questo si inserisce il rebirthing.
Cos'è il rebirthing?
Il termine rebirthing significa rinascita intesa sia come rinnovamento che come nuova scoperta del sé. E’ una tecnica, uno strumento per conoscere, accettare e trasformare i meccanismi inconsci che ci condizionano. Io provengo dalla scuola di Rebirthing Communication diretta da Tiziana Recchia che ha elaborato nuove modalità di applicazione della tecnica iniziale, non ultima quella applicata al mondo dello sport. Attraverso il rebirthing impariamo a conoscerci andando a scovare i pensieri autolimitanti consci ed inconsci, i modelli di comportamento e gli atteggiamenti precostituiti che influenzano la nostra esistenza. Comprensione è la parola chiave di questa tecnica. Attraverso la comprensione di noi stessi e di quanto ci attornia impariamo ad accettarci e scopriamo che quelli che consideravamo limiti insormontabili, non sono altro che dei riflessi condizionati.
In cosa consiste?
È una tecnica di respirazione. Respirare è talmente ovvio che non viene considerato per il suo grande potere, basti pensare che il 70 % delle tossine e delle scorie del nostro organismo vengono espulse attraverso il respiro. Seconda per importanza è la sudorazione, mentre ultimi, per potere disintossicante, feci e urine. L’ossigeno è elemento essenziale per la crescita dell’intero organismo, per il funzionamento della mente e per tutto ciò che fa parte della vita. La tecnica di respirazione è semplice: si tratta di una respirazione circolare, profonda e consapevole. Affinché la respirazione sia circolare si devono seguire le seguenti modalità: inspirazione ed espirazione continue senza pause o apnee, inspirazione profonda ma rilassata, l’espirazione completamente rilassata, si deve utilizzare un unico canale di entrata ed uscita, o solo il naso o solo la bocca, si deve prendere coscienza di questa circolarità e la seduta di respirazione si protrae per il tempo necessario per raggiungere un equilibrio emotivo. Da questo momento ogni singolo individuo lavora con la sua mente sui terreni che vuole esplorare. Il rebirther accompagna per tutta la durata della seduta il soggetto con la sua presenza attiva, fatta di contatti verbali e fisici, senza interferire sulle personali elaborazioni.
Perché è utile allo sport?
Può agire aiutando l’atleta a capire i propri bisogni, ossia cosa motiva la sua azione sportiva, cosa gli consente di avere una elevata sopportazione della fatica e di affrontare difficoltà impensabili nella quotidianità. Aiuta a raggiungere fiducia in se stessi, maggior autostima e capire quali sono i propri limiti e le proprie potenzialità. Portando l’attenzione sulla respirazione e su alcune parti del corpo interessate dallo specifico sport praticato (o su alcune gestualità) permette all’atleta di concentrarsi sull’azione piuttosto che seguire pensieri ansiogeni gestendo così lo stress. Lavorando sull'attenzione si avrà un’azione sulla performance specifica, come ad esempio, una migliore coordinazione mente-corpo. Nelle squadre oltre alle sedute individuali quelle collettive portano a migliorare la coesione del gruppo e quindi lo spirito di collaborazione e di amicizia, nonché rafforzare la volontà di raggiungere lo scopo comune.
Nello specifico per i nuotatori il rebirthing può essere uno strumento utile per la loro preparazione atletica?
La respirazione acquatica si pratica da bocca e naso rigorosamente liberi, addestrati con l'esercizio a inspirare ed espirare insieme. Per la professoressa Marisa Muzio, presidente del Centro Studi e Formazione in Psicologia dello Sport di Milano, l'acqua e il respiro sono naturalmente un binomio favorevole in tutti i casi di fatica e di tensione. Il rebirthing può diventare un'abitudine regolare e autoindotta ad un corretto e salutare ritmo respiratorio, che ognuno può sperimentare in proprio grazie all'esercizio. Non a caso, la respirazione e' fondamentale nella pratica di tutti gli sport ed in ogni cosa bisogna pensare per ottenere un'emissione di aria completa e profonda, allargando bene la cassa toracica, esaurendo la riserva di ossigeno prima di ogni nuova inspirazione. Con un po' di allenamento mirato, l'abitudine a una respirazione più ossigenata diventerà naturale. In questo modo si libera la mente, si riossigenano i polmoni e di conseguenza ci si sente più rilassati.
A cura di Elena Guerra |